Decreto Rilancio – Novità in materia di investimenti pubblicitari ed aumenti di capitale

Tra i tanti incentivi previsti dal Decreto “Rilancio” ne sono previsti due che finora hanno richiamato poca attenzione, forse perché la loro attivazione non è immediata ed hanno una platea di possibili utilizzatori molto bassa. Ciò non impedisce però di parlarne per consentire ai possibili interessati di effettuare programmi in merito.

Investimenti pubblicitari

A parziale modifica di precedenti norme è prevista la concessione di un credito di imposta pari al 50% degli investimenti pubblicitari effettuati nel 2020 su giornali quotidiani e periodici, anche on line, e su emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato. La necessità di riattivare e rilanciare l’attività aziendale, sospesa o rallentata per tanti mesi, spinge ad incrementare la pubblicità anche le aziende – piccole o grandi indifferentemente – che finora avevano ignorato tale canale di sviluppo. Chiunque in questi giorni può verificare l’apparire in campo pubblicitario di imprese che finora ne erano state fuori (ad esempio intere paginate sui quotidiani con messaggi legati al COVID 19).

L’importo messo a disposizione dallo Stato è di complessivi 60 milioni di euro e le domande dovranno essere presentate dal 1° al 30 settembre 2020.

Si suggerisce pertanto di valutare se fare o meno ricorso a tale beneficio; in caso positivo di attivarsi per essere pronti a presentare la domanda al click day del 1° settembre 2020.

Aumento del capitale sociale

Uno dei più gravi problemi che storicamente affliggono le imprese italiane è la sottocapitalizzazione, fenomeno aggravato certamente dalle perdite conseguenti alla pandemia del COVID 19.

Sono stati pertanto previsti due benefici in caso di aumento del capitale sociale delle società di capitale (spa, sapa, srl, cooperative) che nel 2019 abbiano realizzato ricavi tra 5 e 50 milioni e qualora i ricavi di marzo-aprile 2020 siano inferiori, causa COVID 19, almeno del 33% rispetto agli stessi mesi del 2019:

uno per i soci, ai quali viene riconosciuto un credito di imposta pari al 20% del capitale  sottoscritto e versato (fino a concorrenza dell’importo massimo di € 2.000.000 di aumento del capitale) a società che abbiano deliberato fra il 20 maggio 2020 e il 31 dicembre 2020 un aumento di capitale a pagamento e integralmente versato in misura non inferiore a € 250.000. Ovviamente dette società devono avere una situazione di regolarità contributiva e fiscale ed essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, lavoro, prevenzione degli infortuni e salvaguardia dell’ambiente. Il credito di imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di effettuazione dell’investimento e in quelle successive fino a completo utilizzo. Le stesse non potranno distribuire riserve di qualsiasi tipo prima del 1/1/2024

uno per le società: alle società di cui sopra è riconosciuto, a seguito dell’approvazione del bilancio per l’esercizio 2020, un credito di imposta pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto al lordo delle perdite stesse, fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale. Fermo il divieto di distribuire riserve prima del 1/1/2024. Il credito di imposta, non tassabile, è utilizzabile in compensazione a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al 2020. Tale norma riguarda pertanto essenzialmente le società che prevedano una consistente perdita di bilancio per il 2020.